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Counselling per il sostegno alla genitorialità

L’obiettivo del counselling per il sostegno alla genitorialità è quello di aiutare padri, madri, e altre figure educative presenti nella famiglia ad acquisire o potenziare le abilità necessarie per risolvere positivamente i numerosi problemi di relazione e comunicazione che quotidianamente insorgono durante il percorso di crescita dei figli verso lo sviluppo di una personalità adulta capace di autoregolazione e autorealizzazione.

A chi è rivolto?
Il percorso di counselling è utile per genitori di figli di tutte le età, genitori adottivi, genitori singoli, genitori LGBT. Inoltre un tale percorso facilita l’empowerment dei professionisti che lavorano con bambini e del personale a cui vengono affidati bambini.
Il percorso di counselling per il sostegno alla genitorialità promuove competenze quali:
  • accompagnamento funzionale dei figli lungo il delicato percorso di crescita in un modo che sia equilibrato e sereno;
  • riattivazione di risorse personali al fine di rendere più efficace il proprio approccio educativo;
  •  comprensione del comportamento dei figli;
  • riconoscere, affrontare e risolvere i problemi relativi alla genitorialità;
  • ascolto e attenzione, rispetto profondo, empatia e congruenza;
  • gestione di rapporti difficili o conflittuali con gli insegnanti e il personale scolastico;
  •  gestione di rapporti difficili o conflittuali nell’ambito delle relazioni familiari;
  • gestione efficace della relazione con il co-genitore e le altre figure adulte di riferimento per il bambino.

 

 

Metodo

Il counsellor centrato sulla persona è un professionista che, operando in scienza e coscienza, effettua e promuove azioni eticamente, deontologicamente e scientificamente fondate nell’interesse del suo cliente.

La metodologia applicata dal counsellor centrato sulla persona si inserisce nel quadro di riferimento teorico dell’Approccio Centrato sulla Persona fondato da Carl Rogers. Nello specifico, durante il percorso di counselling il cliente – in una relazione collaborativa con il counsellor – assume un ruolo attivo e responsabile in grado di mobilitare risorse finalizzate ad uscire dalla propria condizione di difficoltà mediante l’accrescimento del proprio potenziale. In quest’ottica il counsellor diviene il facilitatore del processo di autoesplorazione e di cambiamento del cliente (Spaziani, Sulprizio, 2008).

Il Counsellor Centrato sulla Persona ha pertanto il compito di facilitare il genitore nell’attribuire i significati agli eventi promuovendo in lui nel contempo autoconsapevolezza e, di conseguenza, autoregolazione: il suo compito è di facilitare il cambiamento attraverso una relazione che, come afferma sempre Rogers, non è finalizzata a dare potere (empowerment) al proprio cliente, ma a non sottrarglielo giocando egli stesso il ruolo di esperto (Rogers, 1980).

 

Materiale necessario all’attivazione del servizio

 Spazio riservato tale da consentire il rispetto della privacy e il mantenimento del segreto professionale.

Struttura del percorso di counsellig

Il percorso di counselling prevede, per ogni persona che ne fa richiesta, un primo colloquio di analisi della domanda, valutazione dei tempi e definizione del patto di lavoro. Tale colloquio non è assolutamente impegnativo per nessuna delle parti ed è gratuito.

Il patto di lavoro tra cliente e counsellor prevede da un minimo di 5 ad un massimo di 10 incontri della durata di 50 minuti ciascuno. Il cliente è libero in qualsiasi momento di interrompere i colloqui.

Il counsellor è tenuto ad osservare il codice deontologico del CNCP nello svolgimento dell’attività di counselling ed è tenuto a mantenere il segreto professionale su quanto possa apprendere.

Il counsellor è tenuto a mantenere un comportamento consono all’ambiente, con particolare attenzione al rispetto nel rapporto diretto con gli utenti e gli operatori della struttura ospitante.

Il counsellor è coperto da polizza assicurativa di responsabilità civile.